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Questo evento si ripete dal 7 Maggio 2019 fino al 24 Maggio 2019. Il prossimo appuntamento sarà il Maggio 7, 2019 8:30 pm

  • Luogo: Teatro Nazionale di Genova - Modena
  • Prossime date:

Regia Giorgio Gallione
Coreografia Giovanni Di Cicco
Danzatori Luca Alberti, Angela Babuin, Filippo Bandiera, Massimo Cerruti, Eleonora Chiocchini, Francesca Zaccaria.

 

Nel teatro capovolto, trasformato in un bosco metafisico, attori e danzatori fanno risplendere le anime nate dalla fantasia di Lee Masters e poi cantate da De André.

Torna in scena Spoon River, lo storico allestimento, realizzato nel 2009, ispirato alla celebre Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masterse a quel poetico e bellissimo album che è Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De André.

Era ed è il ritratto di un’umanità sospesa tra Genova e il mondo, evocata nella sala del Gustavo Modena – di nuovo svuotata delle poltroncine, per la sorprendente installazione spaziale e scenica di Marcello Chiarenza, sorta di bosco metafisico dove si muovono attori e danzatori, tra prosa, danza e musica. Qui riecheggiano le parole di un mondo tragicomico, meschino eppure vero, abitato da sognatori romantici o disillusi amanti. È la comunità di anime semplici e immortali che, nella regia di Giorgio Gallione, si svela evocando storie grandi e piccole, impastate di dolori e speranze. Il conformismo, l’ipocrisia, la fede, la schiettezza, le illusioni della vita: è il ritratto di una città, dei suoi abitanti, di una o mille vite.

«In platea sfilano – scriveva Claudio Marradi su Liberazione – uno a uno i personaggi resi celebri dalle canzoni di Faber: Trainor il farmacista con i suoi esperimenti chimici, lo scemo del villaggio che impara a memoria l’enciclopedia britannica, il medico ciarlatano e imbroglione, il malato di cuore cui l’anima sfugge via dalle labbra mentre bacia l’amata, il giudice Lively con la sua statura. E la luce è tutta per loro, che da tempo sono scivolati nel lato oscuro dell’essere e che si raccontano sulle canzoni di De André, sulle musiche di Nicola Piovani e sui brani originali composti da Mario Arcuri, nelle coreografie di Giovanni Di Cicco. I vivi, per una volta, tacciono e ascoltano il racconto di vite che un giorno sono state»