Coreografia e regia Giovanni Di Cicco
Musica Erik Satie
Al Pianoforte Cinzia Pennesi

Produzione
Teatro Piermarini Matelica – Circuito AMAT

 

Nel 1924 Francis Piaccia ed Erik Satie debuttarono al Thèâtre del Champes Elysées di Parigi, con Relâche, balletto in due atti, all’intermezzo del quale venne proiettato il film Entr’act, diretto da René Clair.
Del balletto di Jean Borlin, di fatto, non restano testimonianze, s non alcune indicazioni registiche; sappiamo però che fu definito istantaneità perché era costituito da parti di danza improvvisate (per l’appunto all’instante), peculiarità innovativa per l’epoca.

La volontà di affrontare un titolo come Relâche oggi, nel nostro caso, non ha pretese di ricostruzione, ma nasce dall’interesse di riprendere quella stessa scelta prevedendo per i danzatori spazi di libertà estemporanea, alternati a momenti finiti, all’interno della partitura di Satie.
La coreografia dialoga con la versione per pianoforte, interpretata dal Maestro Cinzia Pennesi, e si confronta con le immagini del film “Entr’act”, proiettato tra i due atti.
Entrambi pervenuti invariati dall’edizione originale di 90 anni fa, pongono dei chiari riferimenti e dettano una linea surreale ed ironica.
La danza, in alcuni momenti, attinge dai temi del film, sposa l’intento di non avere altro fine che se stessa e si ispira al montaggio puramente ludico: crea un collage di immagini che vengono composte, scomposte, ripetute, associate in maniera analogica e casuale, senza alcun scopo narrativo.
Le innovative tecniche cinematografiche del film (dissolvenza incrociata, rallenta, sparizione, accelerato, movimenti di macchina continui) influenzano l’andamento coreografico.
I movimenti delle danze si dilatano oppure rincorrono il tempo, rievocando gli effetti di cambio di velocità del film.

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